Progetto “A Mani Tese”: quando i neogenitori NON vengono lasciati da soli davanti alla disabilità

Non potrò mai scordare le parole del pediatra la mattina della nascita di Costanza e non scorderò mai la sensazione di mancanza d’aria, la paura e lo svenimento.

Ricordo perfettamente che dopo quelle parole, messe una dopo l’altra senza indugio e senza guardarmi negli occhi, mi lasciarono da sola e dolorante con la bimba in braccio. Venne dopo in camera la ginecologa a chiedermi se volevo dei farmaci per dormire.

Non ho avuto aiuto psicologico, non ho avuto nessuno di “competenza” con cui parlare e non ho avuto spiegazioni su come avrei dovuto gestire un bambino disabile.

Io e mio marito Andrea passammo tutto il giorno su Internet a documentarci e a cercare di capire come muoverci al meglio per nostra figlia.

Principalmente è questo che mi spinge a scrivere articoli di disabilità sul blog: la consapevolezza di poter fornire informazioni ai genitori che come noi hanno trovato aiuto solo tramite altri genitori che hanno condiviso le loro esperienze su internet.

Da due anni a questa parte penso spesso che sarebbe stato davvero utile poter essere aiutati in ospedale da chi nel settore della disabilità ha esperienza.

Con mia grande gioia sono venuta a conoscenza, leggendo on line, del progetto “A mani tese” promosso dalla Cooperativa Sociale L’Accoglienza Onlus, e che è rivolto a nuclei familiari che affrontano la primissima fase dell’accoglienza di un bambino con disabilità ad alta complessità assistenziale, o alcune delle fasi dell’età evolutiva più critiche.

Questa associazione opera a Roma e da gennaio 2018 eroga i suoi preziosi servizi a 24 famiglie.  Molte sono le prestazioni fornite: dalle pratiche burocratiche al babysitteraggio, dal centro di ascolto alle visite di specialisti a casa.

Ad oggi non avevo mai sentito parlare di questo tipo di aiuto e non so se ne esistano in altre città italiane ma spero di poterlo scoprire presto.

Per avere ulteriori informazioni sul progetto “A Mani Tese” potete visitare il sito:

www.coopaccoglienza.it

 

Foto di ANDREA FALBO

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