Moda e Disabilità

Come detto più volte, da quando ho iniziato ad avvicinarmi al modo della disabilità dopo la nascita di mia figlia, non avrei mai immaginato di interessarmi a come, nel suo futuro, avrei potuto trovare una soluzione anche a cose che non sembrano di vitale importanza ma che magari, per lei, potrebbero essere importantissime.

Una di queste cose è la moda.

Ma andiamo per gradi.

Devo ammettere che non c’è un gran mercato modaiolo per i bimbi disabili e neanche la volontà da parte di alcuni stilisti, di pensare alle mamme che ogni mattina devono vestire bimbi che magari non muovono gli arti o hanno taglie d’abbigliamento particolari.

I bimbi disabili non si vedono sulle passerelle delle sfilate e neanche sulle copertine di riviste per neo genitori.

La disabilità ancora spaventa? Come possiamo sperare di combattere il bullismo se in primis la nostra società nasconde ed emargina le persone disabili?

Io la vedo la gente che guarda con curiosità la mia bimba e che subito tira fuori gli occhietti di compassione. Le persone disabili per la nostra società sono solo da compatire.

Mi rincuora il fatto invece che al di fuori dell’Italia non sia così.

Ecco alcuni esempi di ciò che succede all’ esterno del nostro stivale.

Tommy Hilfiger, in collaborazione con la Onlus Runaway for Dreams, ha lanciato qualche anno fa una linea pensata appositamente per bambini diversamente abili. Una serie di vestiti funzionale ma allo stesso tempo alla moda che al posto di cerniere e bottoni presentano chiusure magnetiche e in velcro.

L’Organizzazione Svizzera Pro Infirmis in occasione della giornata Internazionale delle persone con disabilità, si è fatta promotrice del progetto “Nessuno è perfetto. Avvicinatevi!”. L’iniziativa prevedeva l’esposizione di manichini con handicap ispirati a cinque persone in carne ed ossa. Cinque persone a cui sono stati dedicati i manichini di cinque negozi di moda sulla Bahnofstrasse di Zurigo. L’obbiettivo era quello di far riflettere i passanti sull’ accettazione dell’handicap e l’inclusione delle persone con disabilità.

In America esiste una Società senza scopo di lucro dal nome “Changing the face of beauty” che si impegna a garantire una identica rappresentanza delle persone con disabilità nelle pubblicità e nei media. Il loro lavoro è quello di introdurre immagini inclusive così da cambiare la percezione della collettività riguardo le persone con handicap.

Fortunatamente però anche in Italia qualcosa iniziamo a vederla.

Qualche giorno fa, la stilista inglese Sadie Clayton con ‘Reimagined Perception‘ ha fatto sfilare, nella residenza dell’ambasciatore britannico a Roma, sedici modelle disabili e diverse per abilità, etnia, taglia ed età.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra gli uffici del Department for International Trade in Italia e AltaRoma con l’obiettivo di presentare le potenzialità del Regno Unito quale piattaforma di creatività e innovazione nel settore della moda e come fonte di ispirazione per la promozione di messaggi di inclusione sociale sul mercato italiano.

 

Per Approfondire:

http://runwayofdreams.org/home

https://www.proinfirmis.ch/it/home.html

http://changingthefaceofbeauty.org/

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