Intervista a Claudia e Raffaella di “Parchi per Tutti”

Chi segue il mio sito sa che alcuni mesi fa ho scritto un articolo sui Parchi Gioco inclusivi scoprendo la mia totale ignoranza sull’argomento!

Facendo ricerche in rete sono venuta a conoscenza del sito www.parchipertutti.com nel quale, due mamme piene di voglia di fare, hanno stilato una lista di tutti i parchi inclusivi italiani e si battono ogni giorno affinchè proprio tutti i bimbi abbiano il loro spazio.

Da qui ne è nata un’intervista che ha dipanato molte mie mancanze e risposto ad alcune mie semplici curiosità.

 

  • Presentatevi

Siamo Claudia e Raffaella, due mamme di tre bimbi: Samuele e Cristian, (due diavoletti di 10 anni), e Mattia, (piccolo arrampicatore folle di 5 anni). Viviamo in Romagna, (Viserba di Rimini e Santarcangelo di Romagna), ci siamo conosciute nell’autunno 2012, anno in cui ancora non esistevano giochi accessibili a bambini con disabilità nelle nostre città. Tanti parchi, alcuni davvero belli altri poco curati ma con in comune il fatto di vedere installati giochi solo per bambini che sono in grado di arrampicarsi, correre veloci o camminare. E i giochi per bambini con disabilità? Perché non scegliere un gioco inclusivo, magari in sostituzione di uno rotto e/o usurato?

Nella primavera 2013 iniziammo a cercare in rete informazioni inerenti giochi accessibili e fruibili a tutti i bambini perché il figlio di Raffaella, che all’epoca aveva 5 anni e mezzo, si sposta in carrozzina. Risultati quasi nulli… Naturalmente non ci arrendemmo ma anzi decidemmo di impegnarci ancora di più e richiedere un appuntamento con il Sindaco di Santarcangelo di Romagna per parlargli dei giochi della città! Vista la scarsità di informazioni che erano disponibili decidemmo di aprire il blog Parchi per Tutti e relativa pagina facebook al fine di condividere la nostra esperienza pensando di dare un piccolo aiuto a chi eventualmente intenzionato a seguire la nostra stessa strada ovvero spronare l’amministrazione comunale all’installazione di giochi per tutti e per far conoscere i parchi gioco inclusivi, poi il blog è diventato un vero sito web.

 

 

  • Cos’è un parco giochi inclusivo?

Partiamo dal concetto di “parco giochi” che per la maggior parte delle persone è semplicemente uno spazio piatto su prato in cui sono presenti diverse strutture gioco tra cui i classici scivolo e altalena. Nel 2012 anche noi eravamo convinte che un parco giochi potesse essere descritto così ma dopo un percorso che ha comportato la lettura di libri, la partecipazione a convegni, l’incontro con persone che si occupano di progettazione e pedagogia abbiamo compreso che un parco giochi è molto di più o almeno dovrebbe esserlo. Un parco giochi dovrebbe essere un luogo ben progettato dove le persone possano sentirsi bene, un luogo in grado di offrire ai bambini e agli adulti la possibilità di relazionarsi. Uno spazio accogliente, interessante, bello! Non sono sufficienti i giochi ma devono essere presenti elementi in grado di far sentire bene le persone come ad esempio zone soleggiate e ombreggiate, piante, vialetti che inviano a fare due passi e panchine per potersi riposare o leggere un libro con il sottofondo di risate dei bambini. Un parco giochi inclusivo, oltre a garantire questi standard deve essere non solo accessibile a tutti ma anche fruibile. Accessibile a utenti con ridotta capacità motoria ovvero persone che hanno difficoltà a camminare o che usano una carrozzina ma anche a persone ipovedenti o cieche. Fruibile a bambini con ogni tipo di abilità e capacità perché non è sufficiente poter accedere al parco, eliminare le barriere architettoniche permette il solo accesso al parco mentre i bambini vogliono giocare, vogliono partecipare! I giochi devono quindi essere scelti con molta cura in maniera da garantire anche ai bambini con disabilità di poter dondolare, scivolare, ruotare, …

  • Come avete avuto l’idea di portare avanti questa “battaglia” dei parchi inclusivi?

La colpa o il merito è tutto di Raffaella! Io, (Claudia), e Raffaella, ci siamo conosciute a un banchetto di raccolta fondi nell’ottobre 2012 e ho scoperto con enorme stupore pochi mesi dopo che un bambino in carrozzina difficilmente riesce ad accedere ad un classico parco giochi, figuriamoci poi a salire su altalena e scivolo! Raffaella voleva che nella sua città, Santarcangelo di Romagna, fossero adeguati i parchi gioco in modo da renderli fruibili a tutti e ci siamo chieste “perché non estendere questa battaglia e sensibilizzare quante più persone possibili”? Nessuno si occupa del diritto al gioco dei bambini con disabilità, tutti pensano ai diritti che ritengono più importanti come quello alla salute, alla scuola, … Ma per un bambino è importantissimo giocare! E così abbiamo deciso di aprire la pagina facebook.

 

  • Da quanto tempo vi dedicate a questo progetto?

Più o meno dal 2013 quando Raffaella ha contattato l’amministrazione di Santarcangelo di Romagna per poter discutere di aree gioco inclusive, la partenza è stata piuttosto lenta perché non sapevamo come muoverci, il Sindaco non voleva riceverci e quando finalmente avevamo la data per un appuntamento si è dimesso… Nel 2014 ci siamo nuovamente rimboccate le maniche e siamo partite in maniera più decisa senza più fermarci.

  • Perché è così importante che ci siano degli spazi adatti a tutti i bambini?

Perché per i bambini giocare è tutto! È giocando che loro apprendono tutto, è giocando che imparano a litigare e far pace, a relazionarsi, a cadere e poi rialzarsi, a rispettare o infrangere le regole, a trovare un accordo con gli altri bambini, … Perché escludere alcuni bambini e dare queste possibilità solo ad alcuni? La legge è chiara: spazi ed edifici pubblici devono essere accessibili e fruibili a tutti i cittadini e il parco giochi è uno spazio pubblico.

 

  • C’è mai stato un momento in cui avete incontrato talmente tanti ostacoli da avere la voglia di lasciar perdere tutto?

Sì, tante volte! Soprattutto nei periodi in cui ci capita di discutere animatamente con privati, associazioni o amministrazioni sulla famosa altalena esclusivamente riservata a utenti in carrozzina che viene invece descritta come gioco inclusivo e che garantisce il gioco a tutti. In quei momenti, quando non riusciamo a spiegare che l’inclusione è molto di più di un gioco riservato a una categoria di utenti, (e per giunta pericoloso), ci sentiamo sconfitte e ci domandiamo “ma chi ce lo fa fare di andare avanti e combattere?” Però poi non molliamo perché crediamo sia un tema troppo importante e ad essere penalizzati sarebbero dei bambini.

 

  • Ad oggi, qual è la regione con il maggior numero di parchi inclusivi? E quella che ne ha di meno?

In questi anni abbiamo dato vita a una sorta di mappatura dei parchi italiani in cui sono installate strutture accessibili, potete consultare i dati qui http://www.parchipertutti.com/giochi-parchi-inclusivi-italia/

Parlare di Regione con maggior numero di parchi inclusivi citando numeri a una sola cifra è triste ma è realtà. In Lombardia ci sono ben 8 parchi gioco inclusivi, 7 in Emilia Romagna, 7 in Toscana, 4 in Veneto… Insomma cifre davvero insignificanti. Zero parchi inclusivi in Campania, sempre 0 in Friuli Venezia Giulia e 0 nelle Marche. Ci sono però regioni che offrono altalene per i soli utenti in carrozzina, in Puglia ce ne sono 47 e in Campania 43 ma attenzione: gioco esclusivamente riservato ai soli utenti che usano una sedia a ruote, gli altri disabili e i “normodotati” non possono utilizzare questa struttura gioco quindi zero possibilità di interazione e di giocare insieme.

  • Restando in tema di numeri, quale nazione in Europa è più attenta a questo tipo di parchi?

A questa domanda non siamo in grado di rispondere, non conosciamo a sufficienza la situazione di altri Paesi europei mentre possiamo dire che in America esiste una legge che regolamenta la realizzazione delle aree gioco, e di tutte le altre aree ricreative di ogni genere, garantendo accessibilità e fruizione a tutti. In Italia non esiste una legge di questo tipo e non esiste neppure l’obbligo o l’abitudine di progettare l’area gioco come accade invece ad esempio in Germania quindi ognuno fa quel che vuole 🙂

  • Cosa può fare un semplice cittadino per fare in modo che venga realizzato un parco inclusivo vicino casa sua?

Il primo passo può essere quello di contattare l’amministrazione comunale per capire se c’è interesse oppure no. Non è un percorso facile e nelle città dove è stato intrapreso è stato impegnativo e lungo ma vale la pena provarci! Meglio se non si è soli, si possono coinvolgere associazioni del territorio di ogni tipo, da quelle che si occupano di disabilità a quelle che gestiscono i servizi turistici, (commercianti, ufficio turistico), così da dimostrare che l’interesse dei cittadini è alto ed è di tante persone. Si possono anche intraprendere strade differenti come quella della raccolta fondi al fine di acquistare delle strutture gioco da donare infine al Comune.

  • Secondo voi perché l’inclusione sociale dei bimbi disabili è ancora così difficile nella nostra nazione?

Domanda difficilissima, domandiamoci però in parallelo: esistono nelle nostre città luoghi sia pubblici che privati facilmente accessibili e fruibili ai bambini con disabilità medio/grave? I bambini riescono in maniera agevole a partecipare alle feste di compleanno? Ad andare al cinema? A fare shopping insieme ai loro genitori? Il Museo della città è accessibile? I bambini vengono invitati a casa dei compagni per una merenda oppure i genitori degli amichetti sono spaventati dal non sapere come gestire la situazione? Spesso i bambini disabili restano a casa da soli per i più svariati motivi, come possono essere inclusivi se faticano anche solo ad accedere a servizi e spazi pubblici?

  • Come vedete il futuro italiano riguardo questo argomento? Sono stati fatti dei progressi?

Rispetto ad alcuni anni fa la situazione è migliorata parecchio: le aziende hanno iniziato a inserire nei loro cataloghi giochi dotati di rampe, sedili per altalena con schienale, giostre girevoli su cui possono salire anche le carrozzine, … In alcune città sono stati realizzati parchi grazie ai cittadini, si parla molto di più, (ma non abbastanza), dell’argomento e ogni tanto si svolge qualche seminario. Una bella svolta decisiva potrebbe essere data da una legge per regolamentare severamente la realizzazione di spazi inclusivi perché pare che le vigenti leggi e norme non siano sufficienti.

  • Concludendo, quali sono i vostri prossimi progetti?

Non abbiamo particolari progetti, vogliamo solo continuare a sensibilizzare e dare una mano a tutti coloro che sono impegnati nella nostra stessa battaglia. Naturalmente ci fa immensamente piacere ogni volta che si parla, si scrive, si realizza un video riguardo un parco giochi per tutti ben progettato!

 

Se volete approfondire l’argomento vi invito a visitare il sito www.parchipertutti.com e mettere un “Mi piace” alla loro pagina Facebook.

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