BAMBINI IN ESTATE: Buon senso ed alcuni semplici accorgimenti.

Intervista alla Dott.ssa Maria Antonietta di mammamedico.it

mamasCon l’inizio della bella stagione, ogni mamma diventa apprensiva e paranoica riguardo il benessere del proprio figlio. Ultimamente mi sono spesso imbattuta in commenti o dubbi di mamme che, un po’ per non conoscenza e un po’ per credenza, si pongono quesiti piuttosto semplici e sulla bocca di tutti e ai quali non riescono a dare risposta perché ci sono troppe campane da ascoltare.

Ho contattato quindi la gentilissima mamma medico Maria Antonietta del sito mammamedico.it che cercherà di dipanare la matassa di dubbi e leggende urbane che riguardano i bimbi e l’estate.

 

Ciao Maria Antonietta, innanzitutto benvenuta su Mama’s Place.

Molte mamme si chiedono se l’aria condizionata ed i ventilatori accesi, siano negativi per i bimbi piccoli e se c’è un modo per utilizzarli al meglio: è uno dei “tormentoni” di ogni estate: aria condizionata sì, no, ni, con moderazione. Come in ogni cosa ci vuole buon senso: va usata con cautela, mai al massimo per evitare sbalzi troppo bruschi fra interno ed esterno. La soluzione migliore, almeno fino ai 2 anni di età, sarebbe quella di farne a meno o, se proprio necessario, di usare solo il deumidificatore. I bambini piccoli hanno meno capacità di termoregolazione rispetto agli adulti, quindi soffrono per il caldo, soprattutto se umido, e il deumidificatore toglie quell’eccesso di umidità che aumenta il malessere.

Argomento zanzare.

Possono essere usate le famose “pasticchette anti-zanzare” in casa o sono causa di effetti negativi sui bambini? Premesso che io non le ho mai usate, sempre con buon senso dipende dall’età del bambino e dalla distanza in cui questa si trova.

Cosa è più indicato per difenderli dalle fastidiose punture? Spray, salviette, braccialetti, cerottini? Nell’utilizzo dei repellenti per zanzare è bene seguire alcuni consigli:
– non utilizzarli su pelle irritata, con abrasioni o tagli
– non utilizzare spray direttamente sul volto ma spruzzare il prodotto sulle mani e poi applicarlo sul volto
– lavarsi quando si rientra all’interno
– non utilizzare per i bambini al di sotto dei tre anni
ed in merito al tipo:
Bambini al di sotto dei 6 mesi:
non utilizzare sostanze repellenti per insetti contenenti DEET; Utilizzare zanzariere ed evitate gli ambienti esterni durante il tramonto e all’alba.
Bambini d’età compresa tra 6 mesi e 2 anni:
utilizzare prodotti con quantitativi di DEET non superiori al 10%; applicare il prodotto non più di una volta al giorno.
Bambini d’età compresa tra 2 e 12 anni:
Utilizzare prodotti contenente DEET non superiore al 10%; applicare il prodotto non più di tre volte al giorno.
Prodotti a base di citronella e geranio possono essere usati dai 2 mesi di età.
I famosi stick dopo-puntura possono veramente alleviare il prurito o è meglio ricorrere a metodi naturali come l’aloe?
come dopo puntura attenzione al rimedio fai-da-te come applicare ammoniaca o frizionare con il limone. Il primo di solito ustiona la pelle e il secondo rende la pelle fotosensibile per cui poi ci scottiamo al sole. Anche i farmaci non sempre servono: la crema con il cortisone entra in funzione dopo 30 minuti cioè quando il prurito è già terminato così come la crema con antistaminico che inoltre è fotosensibilizzante.
L’unico rimedio consigliabile è applicare del ghiaccio per attenuare il gonfiore (soprattutto nel caso di punture alle mani e ai piedi, il gonfiore è talora talmente esteso da non riuscire ad allacciare le scarpine) e utilizzare gel al Cloruro d’alluminio al 5%, un potente astringente e antisettico: il prurito diminuisce e le infezioni da grattamento sono scongiurate.
Argomento Mare
E’ sempre indicato, per i bambini in spiaggia mettere la protezione a schermo totale o può essere diminuita dopo qualche giorno quando la pelle inizia a scurirsi?
innanzitutto i bambini devono essere esposti in modo graduale e progressivo. L’abbronzatura cioè la produzione di melanina che protegge la cute dai raggi ultravioletti ha bisogno di tempo per diventare efficace. Sarebbero quindi da evitare le esposizioni lunghe e saltuarie tipo nei week end. I solari vanno applicati prima di uscire di casa e riapplicare ogni due ore, più spesso se il bambino gioca in acqua o suda molto; sarebbe inoltre utile l’uso di stick protettivi sulle labbra. In merito alla schermatura, io sinceramente non o mai usato quella totale. Parto dalla 50 (o 30, dipende dal luogo) e poi scendo.

Molte di noi hanno ancora nelle orecchie il proprio genitore che ci intimava di aspettare 3 ore dopo aver mangiato per fare il bagno. E’ davvero così? Si rischia la congestione se non si digerisce? Questo è un eterno dilemma… secondo me dipende da diverse situazioni: quanto si mangia, la temperatura sia dell’acqua che esterna, l’altezza dell’acqua. Dopo un pranzo completo, magari comprensivo di gelato, sarebbe più opportuno aspettare un paio d’ore. Diverso il caso di pranzo con toast o di una merenda. In genere al pomeriggio i bambini possono entrare ed uscire dall’acqua. Sempre sotto la supervisione di un adulto
In questi giorni, tra le mamme, serpeggia la paura delle infezioni da sabbia. Come si possono evitare? Premesso che a mio parere la possibilità di infettarsi nella sabbia è la stessa (e forse minore) che si ha giocando nella terra di un qualsiasi parco, io non mi fisserei e lascerei giocare i bambini tranquillamente. L’unica mia accortezza è sempre stata quella di lasciare il costumino. È pur vero che la sabbia “si infila” ovunque, ma sicuramente un bimbo nudo è maggiormente esposto al rischio.
Si possono immergere i bimbi molto piccoli in acqua di mare o sono maggiormente esposti ad infezioni? Le indicazioni generali sono che il neonato può essere portato in piscina o nell’acqua di mare dopo la prima vaccinazione, in genere intorno ai 2 mesi e mezzo. Io così ho fatto con entrambi i miei bambini.

Quando vediamo i polpastrelli “lessi” o “raggrinziti” è davvero il caso di uscire dall’acqua per asciugarsi o era una scusa che i nostri genitori avevano per farci tornare sotto l’ombrellone? Io credo sia sempre stata una scusa. E credo anche che i bimbi spesso si autoregolano. Quelli che hanno la possibilità di autoregolarsi. Ed alternano il “dentro –fuori” in autonomia.
Molti medici decantano i benefici dell’aria di mare; la montagna invece? Può un bambino trarne comunque benefici? Secondo me l’importante, soprattutto per i bambini che vivono in città e quindi esposti ad aria inquinata, è cambiare appunto aria. Che sia mare o montagna dipende dai gusti famigliari.
Sono frequenti i colpi di calore nei bimbi? Come si evitano? Possono capitare. Come si evitano? Innanzitutto aumentando la ventilazione senza far scendere la temperatura ambientale sotto i 23-24 gradi.
È necessario poi diminuire l’apporto calorico, in particolare quello fornito da cibi grassi aumentando quello di acqua, frutta e verdura. Sarebbe pertanto un errore forzare i bambini a mangiare, meglio piuttosto un gelato o un sorbetto magari fatto in casa.
Tassativo poi non far uscire il bambino nelle ore più calde e non esporlo mai al sole dalle 11 alle 17.  Gli indumenti dovrebbero essere di lino o cotone per favorire la traspirazione, e in colori chiari, che respingono i raggi solari.
Bisogna inoltre  bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno, pertanto anche in città, al parco, via alla gara di pistole ad acqua o di gavettoni.
I neonati invece non devono mai essere esposti al sole direttamente.
Hai un consiglio per le mamme che hanno i bimbi con il corpo ricoperto dalla fastidiosa sudamina?
– Rinfrescare il bambino spogliandolo
– Portarlo in una stanza areata o in un posto ombreggiato
– Fare un bagnetto tiepido con un po’ di bicarbonato (1 cucchiaino ogni 2 litri d’acqua).
– Asciugare tamponando delicatamente con un asciugamano morbido
Non applicare pomate sull’eruzione cutanea che trattenendo acqua a livello della pelle, potrebbero peggiorare la situazione
Infine, chiudiamo in dolcezza:
Da che età si può dare il gelato? Quale tipi di gusti è più indicato proporre ad un piccolino?
comincio con un aneddoto: il mio bambino grande ha dato una “leccata” al mio gelato la prima volta a 4 mesi. Non era certo mia intenzione iniziare lo svezzamento in quel modo, ma da allora ogni volta che lo mangiavo mi dovevo nascondere perché lo pretendeva urlando. A parte quell’episodio ho cominciato poi ad un anno con gelati artigianali. Fiordilatte. Vanno bene anche i gusti alla frutta. E anche prima dell’anno, a seconda del tipo di svezzamento. Il gelato spesso è un sostituto della merenda in estate.

 

Grazie Maria Antonietta. Confesso che molte cose non le sapevo.

Potete seguire Maria Antonietta e i suoi consigli medici per bimbi e neonati sul sito www.mammamedico.it

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